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Gli strumenti compensativi nei DSA: come renderli efficaci

Articolo sugli strumenti compensativi
Per chi è
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I software compensativi nei DSA sono fondamentali; sono ciò che permette di superare le frustrazioni quotidiane della scuola e attivare circoli virtuosi che portano al successo scolastico e al benessere.

Ma cosa sono questi strumenti compensativi? Cosa si intende? Quali servono? Quando è bene introdurli?

Partiamo dal principio. Uno strumento compensativo è un elemento che permette a studenti e studentesse di aggirare le proprie difficoltà specifiche di apprendimento e di sfruttare i propri punti di forza. I principali strumenti compensativi per DSA sono:

  • sintesi vocale;
  • programmi di videoscrittura;
  • correttore ortografico;
  • calcolatrice;
  • tavola pitagorica;
  • mappe concettuali;
  • libri in PDF;
  • registratore vocale.

Un esempio pratico: Mattia ha un buon pensiero logico-matematico, ma è fortemente disgrafico e disortografico, per cui si ritrova sempre a sbagliare le espressioni, per via della ricopiatura nei vari passaggi. Lo strumento per Mattia è certamente la videoscrittura, che gli permetterà di andare oltre gli ostacoli della disgrafia; potrebbe essere anche utile inserire la calcolatrice come supporto per monitorare il proprio lavoro.

Ognuno di questi strumenti è gestibile tramite un PC, che rappresenta lo strumento compensativo per eccellenza, permettendo di costruire un “arsenale” perfettamente adattato alle esigenze dello studente.

Quindi, è tutto qui? Sembra facile: esco, compro un PC e i problemi di mio figlio o di mia figlia con un DSA scompaiono. In verità, non è così semplice, perché ogni strumento, per essere efficace, deve essere compreso, accettato e usato in maniera strategica.

Il lavoro di un doposcuola specialistico

Al doposcuola si fanno i compiti, ma questo momento racchiude un mondo. Durante questo tempo, i ragazzi sperimentano gli strumenti e le strategie gradualmente, cercando passo dopo passo di integrarli nella loro routine di studio e di lavorare sul metodo. Si imparano strumenti e strategie che costruiranno un metodo di studio flessibile ed efficace. Ogni ragazzo possiede un proprio metodo di studio. Tuttavia, questo non sempre risulta efficace o adatto alle sue esigenze. Per questo, è fondamentale sperimentare in un ambiente sereno e privo di giudizi. In questo modo, si possono ridurre al minimo le interferenze legate al sistema emotivo-motivazionale, facilitando l’accettazione delle proprie caratteristiche e diversità.

Tempi, modalità, emozioni, accettazione: sono numerosi gli elementi che ruotano attorno all’utilizzo di uno strumento compensativo, ed è per questo che tali aspetti devono essere affrontati con cura e con il giusto tempo.

Stare nei tempi giusti

L’inserimento di uno strumento compensativo per gli studenti rappresenta il punto di partenza del lavoro di ogni doposcuola specialistico per DSA, ma è solo la punta dell’iceberg. Le tempistiche di introduzione sono cruciali per evitare frustrazioni. Un esempio emblematico è l’uso della calcolatrice. Spesso, nella scuola primaria e nel primo anno di scuola secondaria di primo grado, si tende a non introdurla immediatamente, per favorire lo sviluppo dei calcoli mentali più semplici e quindi la velocità di esecuzione, oltre a incentivare l’uso di strumenti a “bassa tecnologia”, come la tavola pitagorica. La decisione di introdurre uno strumento compensativo prima o dopo dipende in larga misura dal profilo funzionale dello studente e dalle difficoltà effettivamente riscontrate nella materia. In molti casi, insistere eccessivamente su una competenza può risultare controproducente: nei disturbi dell’apprendimento, infatti, la ripetizione non genera automatismo, se non nel lungo periodo. Per questo motivo, è importante monitorare costantemente la situazione e non ritardare inutilmente l’introduzione degli strumenti.

Va inoltre sottolineato che fornire uno strumento compensativo non è sufficiente: è fondamentale insegnare come utilizzarlo e quali strategie applicare per sfruttarne le potenzialità.

Oltre lo strumento con le strategie

Gli strumenti compensativi

Le strategie devono sempre andare di pari passo con l’uso degli strumenti, perché usare uno strumento in maniera strategica vuol dire aver compreso non solo lo strumento, ma anche il compito assegnato. E ciò significa attivare un tipo di apprendimento profondo e significativo. In cosa si trasforma la semplice dicitura “Studia quattro pagine di storia” scritta sul diario quando si lavora su come e non solo sulla fretta del fare? Al doposcuola ci si muove in questo modo:

Si inizia aprendo il libro digitale su ePico! (strumento Anastasis), si osservano le pagine ricercando e sottolineando gli indici testuali, ovvero le parti essenziali di un testo (titolo, titoletti, parole in grassetto e immagini). Poi si passa a una lettura veloce con la sintesi vocale. Una volta fatto, si manda tutto su SuperMappe Evo (strumento Anastasis per le mappe concettuali) e si procede alla costruzione della mappa concettuale. Se necessario, si può riutilizzare la sintesi vocale, sia sul testo che sulla mappa. A mappa conclusa, si inseriscono colori, immagini e parole in grassetto per attivare l’attenzione sugli elementi più importanti.

Libri digitali, sintesi vocale e mappe sono un connubio perfetto per lo studio. Se compresi e utilizzati strategicamente, possono portare a grandi risultati. Tuttavia, consolidare un percorso mentale di questo tipo richiede tempo, lavoro e accettazione.

Accettazione delle proprie caratteristiche

Un grande punto da non dimenticare e da tenere sempre in considerazione è l’importanza dell’accettazione di uno strumento e, in maniera più ampia, delle proprie caratteristiche. Non si tratta mai solo di apprendimento o di difficoltà. Il disturbo specifico dell’apprendimento si porta dietro un’etichetta, e per quanto si tratti di bambine, bambini, ragazze e ragazzi intelligenti, questo può comportare etichette invisibili che possono diventare un vero e proprio ostacolo per l’apprendimento.

“Non uso le mappe perché vuol dire copiare.” 

“Sono stupido.” 

“Non voglio essere diverso dagli altri.”

Queste sono solo alcune delle frasi che ci sentiamo dire al doposcuola. Peggio ancora è quando queste frasi non vengono dette, ma sono comunque parte del vissuto dei ragazzi. Non sono così rari i casi in cui al doposcuola vengono fatte mappe su mappe che poi non vengono usate in sede di verifica o interrogazione. La forza di un doposcuola è anche quella di avere lo spazio per affrontare queste tematiche, per rispecchiarsi negli altri che hanno caratteristiche simili e, anche in questo caso, un passo alla volta si può mirare all’accettazione e implementare così un uso efficace degli strumenti.

In conclusione

Abbiamo quindi capito che rendere uno strumento efficace è un affare serio. Tirando le somme, possiamo dire che per usare uno strumento in maniera efficace deve:

  • essere presentato nel tempo giusto, in modo che venga percepito immediatamente il successo dello strumento proposto;
  • esserne consolidato l’uso nel tempo per farlo piano piano entrare nella routine di studio;
  • essere usato in maniera strategica;
  • essere accettato dallo studente e aiutarlo ad accettarsi.

Un percorso lungo, ma possibile e ricco di valore. Un percorso in cui lo strumento, da semplice oggetto, diventa parte integrante degli studenti, offrendo loro l’opportunità di esprimere competenze e potenzialità. Tutto ciò è possibile se si presta attenzione, cura e si adotta una prospettiva più ampia: non si tratta solo di risolvere un problema o superare una difficoltà, ma di considerare ogni sfida come parte di un approccio globale che rispecchia la complessità della crescita personale di ciascuno di noi.

A cura di Chiara Tomesani – Psicologa del Centro di Apprendimento Anastasis

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